Le Notizie di Confartigianato Como

IL SETTORE BENESSERE PENALIZZATO DAL RINVIO ALL`1 GIUGNO
Galli, Confartigianato Como: non accettiamo che le attenzioni del Governo siano rivolte ad altri settori e si limitino ad una incomprensibile dilazione per queste attività

Con il DPCM 26 aprile 2020 è stato dato un “via libera”, in vigore dal 4 maggio, al manifatturiero e altri settori mentre segnano ancora il passo le attività alle persone: acconciatori ed estetiste, che potranno riavviare l’attività solo dal 1° giugno 2020.

Su questa decisione, Confartigianato ha assunto una durissima posizione definendo inaccettabile l’ennesimo rinvio deciso dal Governo.

Incomprensibile e inaccettabile. Così il Presidente di Confartigianato Como Roberto Galli ha definito la decisione del Governo di rinviare al 1° giugno la riapertura di acconciatori e centri estetici.

“Con senso di responsabilità – continua Galli – Confartigianato aveva elaborato e presentato proposte dettagliate su come far tornare a svolgere l’attività ad acconciatori ed estetiste, osservando scrupolosamente le indicazioni delle autorità sanitarie su distanziamento, dispositivi di protezione individuale pulizia, sanificazione. Settori che da sempre hanno messo in atto azioni di protezione ed igiene nei loro studi e saloni di bellezza, ponendo grande attenzione al cliente.

L’ulteriore rinvio penalizza fortemente la possibilità di ricavo per questi imprenditori e sulle proposte di Confartigianato non abbiamo ricevuto ancora oggi alcuna risposta.

Non accettiamo – sottolinea perentorio il Presidente Galli - che le attenzioni del Governo siano rivolte ad altri settori e si limitino ad una incomprensibile dilazione per le nostre attività. Del resto, al 1° giugno cosa potranno fare i nostri acconciatori ed estetiste di più rispetto ad oggi in termini di sicurezza? Si può far stare fermi, con costi continui e ricavi azzerati per gli interi mesi di marzo, aprile, maggio? No, non ci stiamo. Finora siamo stati alle regole, ma la prospettiva di un altro mese e più di fermo obbligato non l’accettiamo.

 



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