Le faq fiscali

 

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    Pubblicata il: 28-07-2020

    Oggetto

    Acquisto RT e utilizzo credito d’imposta

    Domanda

    Un commerciante al minuto a fine 2019 ha acquistato un RT al fine di rilasciare i documenti commerciali a decorrere dall’1.1.2020. La fattura è stata pagata a fine gennaio 2020. Il credito d’imposta spettante (50% della spesa sostenuta fino ad un massimo di € 250) va indicato nel quadro RU del mod. REDDITI 2020 o 2021?

    Risposta

    Per il 2019 e 2020, il Legislatore ha concesso a favore dei commercianti al minuto / altri soggetti assimilati un contributo sotto forma di credito d’imposta per l’acquisto del RT / adattamento del (vecchio) registratore di cassa al fine di effettuare la memorizzazione / trasmissione dei corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate.
    Il bonus in esame, pari al 50% della spesa sostenuta, fino ad un massimo di € 250 (€ 50 in caso di adattamento) per ogni strumento, è utilizzabile esclusivamente in compensazione, tramite il modello F24, dalla prima liquidazione IVA successiva al mese di annotazione della fattura e di avvenuto
    pagamento.
    In particolare nel mod. F24, da inviare tramite i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (Entratel / Fisconline), va indicato:
    – il codice tributo “6899”;
    – quale “anno di riferimento”, l’anno di sostenimento della spesa (così, per l’utilizzo del credito riferito alla spesa sostenuta nel 2019 va riportato “2019”).
    Come specificato dall’Agenzia delle Entrate nel Provvedimento 28.2.2019 il credito in esame va indicato nella dichiarazione dei redditi dell’anno d’imposta in cui è stata sostenuta la spesa e nelle dichiarazioni successive, fino alla conclusione dell’utilizzo.
    Di conseguenza, nel caso specifico (fattura acquisto RT pagata nel 2020), il credito d’imposta spettante va indicato nel quadro RU del mod. REDDITI 2021.

    Pubblicata il: 28-07-2020

    Oggetto

    Utilizzo credito IVA 2018 contribuente forfetario dal 2019

    Domanda

    Un contribuente ha presentato per l’ultima volta la dichiarazione IVA nel 2019 relativa al 2018 evidenziando un credito che non è stato chiesto a rimborso. Dal 2019 il contribuente ha adottato il regime forfetario. È possibile utilizzare il predetto credito in sede di versamento del saldo delle imposte relative al 2019 risultanti dal modello REDDITI 2020?

    Risposta

    La risposta è positiva. Il contribuente che non è più tenuto alla presentazione di una dichiarazione dalla quale emergeva un credito, al fine del relativo utilizzo deve compilare la Sezione II del quadro RX del modello REDDITI. In particolare il credito IVA 2018 risultante del mod. IVA 2019, non chiesto a rimborso, va esposto a colonna 2 di rigo RX51 del mod. REDDITI 2020.
    L’ammontare del credito IVA utilizzato in compensazione nel modello F24 (codice tributo “6099”) va indicato a colonna 3 del predetto rigo RX51.

    Pubblicata il: 14-07-2020

    Oggetto

    Cessazione attività professionista forfetario e mancato incasso fatture emesse

    Domanda

    Un professionista in regime forfetario ha cessato l’attività chiudendo la partita IVA il 31.12.2019. A fine 2019 ha emesso le ultime fatture che però non sono state pagate dai clienti entro tale data. Le stesse non risultano incassate anche a fine giugno. Nel modello REDDITI 2020 è corretto dichiarare (solo) i compensi incassati nel 2019? Quelli che incasserà nel 2020 dovranno essere dichiarati quali compensi “occasionali” nel quadro RL del modello REDDITI 2021?

    Risposta

    Considerato che il contribuente forfetario determina il reddito in base al criterio di cassa, a prescindere dal tipo di attività esercitata (professionale o di impresa), ribadendo quanto specificato con riferimento alla cessazione dell’attività da parte di un lavoratore autonomo, nella Circolare 4.4.2016, n. 10/E l’Agenzia delle Entrate evidenzia che quando ancora esistono ricavi / compensi fatturati e non ancora riscossi, ovvero costi ed oneri per i quali manca ancora la manifestazione numeraria, l’attività non si può “considerare cessata fino all’esaurimento di tutte le operazioni, ulteriori rispetto all’interruzione delle prestazioni professionali, dirette alla definizione dei rapporti giuridici pendenti, e, in particolare, di quelli aventi ad oggetto crediti strettamente connessi alla fase di svolgimento dell’attività professionale”.
    Di conseguenza, prosegue l’Agenzia, in caso di cessazione dell’attività, il contribuente forfetario dovrà adempiere agli obblighi dichiarativi compilando il quadro LM del modello REDDITI fino all’ultima operazione concernente la riscossione dei crediti; fino a tale data non potrà, pertanto, chiudere la partita IVA.
    La stessa Agenzia comunque, in alternativa a quanto sopra, tenendo conto dell’esiguità delle operazioni che ne caratterizzano l’attività, in un’ottica di semplificazione, “consente” al contribuente di chiudere le proprie pendenze fiscali, imputando all’ultimo anno anche le operazioni che non hanno avuto ancora manifestazione finanziaria.

    Pubblicata il: 01-07-2020

    Oggetto

    Soggetto ordinario 2020 ex forfetario e richiesta contributo a fondo perduto

    Domanda

    Un lavoratore autonomo dal 2020 ha dovuto uscire dal regime forfetario e adottare il regime ordinario. Considerato che non ha potuto beneficiare dell’indennità INPS prevista per i soggetti iscritti alla Gestione separata (è contestualmente anche dipendente) può richiedere il contributo a fondo perduto erogato dall’Agenzia delle Entrate. Come va calcolata la riduzione del fatturato 2020 rispetto al 2019?

    Risposta

    Al fine di determinare il contributo a fondo perduto previsto dall’art. 25, DL n. 34/2020, c.d. “Decreto Rilancio”, l’Agenzia delle Entrate nella Circolare 13.6.2020, n. 15/E ha evidenziato che per i soggetti aderenti al regime forfetarioi dati rilevanti per il calcolo ... – fatturato e corrispettivi nei mesi di
    aprile 2019 ... – sono comunque nella disponibilità dei contribuenti”.
    Come specificato dalla stessa Agenzia, considerato che per il calcolo del fatturato / corrispettivi, e di conseguenza della riduzione per il mese di aprile 2020 rispetto al mese di aprile 2019, assume rilevanza la data di effettuazione dell’operazione, va fatto riferimento alla data della fattura / corrispettivo giornaliero.
    Per il soggetto in esame al fine di individuare la riduzione del fatturato del mese di aprile 2020 rispetto a quello del mese di aprile 2019 devono essere considerate le fatture emesse nel mese di aprile 2019 quale contribuente forfetario e nel mese di aprile 2020 quale contribuente ordinario (va fatto quindi riferimento alla data fattura).

    Pubblicata il: 01-07-2020

    Oggetto

    Lavoratore autonomo pensionato e richiesta contributo a fondo perduto

    Domanda

    Un soggetto esercente un’attività di lavoro autonomo con iscrizione alla Gestione separata INPS non ha potuto beneficiare del bonus di € 600 in quanto titolare di pensione diretta. Lo stesso ora può richiedere il contributo a fondo perduto in presenza di una riduzione del fatturato di aprile 2020 rispetto a quello di aprile 2019?

    Risposta

    Come disposto dall’art. 25, comma 2, DL n. 34/2020, c.d. “Decreto Rilancioil contributo a fondo perduto non spetta, in ogni caso, ai contribuenti che hanno diritto alla percezione delle indennità previste dagli artt. 27 e 38, DL n. 18/2020, c.d. “Decreto Cura Italia”. In merito va evidenziato che:
    – l’indennità di cui al citato art. 27, secondo quanto specificato dall’INPS nel Messaggio 20.3.2020, n. 1288, spetta ai lavoratori autonomi titolari di partita IVA “attiva” al 23.2.2020, iscritti alla Gestione separata INPS, non titolari di trattamento pensionistico diretto (quindi il soggetto in esame non ha potuto beneficiare dell’indennità di € 600);
    – l’Agenzia delle Entrate nella Circolare 13.6.2020, n. 15/E ha precisato, tra l’altro, che possono fruire del contributo a fondo perduto le persone fisiche esercenti un’attività d’impresa / lavoro autonomo che contestualmente possiedono lo status di lavoratore dipendente o di pensionato.
    Tenendo presente quanto sopra esposto, nel caso di specie il lavoratore autonomo “escluso”dall’indennità erogata dall’INPS (€ 600) può richiedere il contributo a fondo perduto erogato dall’Agenzia delle Entrate (verificando il rispetto del limite dei ricavi 2019 e della riduzione del fatturato del mese di aprile 2020 rispetto a quello del mese di aprile 2019).