L’UE
ha pubblicato due nuovi regolamenti che dispongono la registrazione delle
importazioni di determinate reti saldate e scaffalature in acciaio,
nell’ambito delle indagini antidumping in corso. I provvedimenti interessano
prodotti originari della Repubblica popolare cinese e, per le reti saldate,
anche della Turchia, con possibili implicazioni sui costi di approvvigionamento
delle imprese importatrici.
In
particolare, il Regolamento
di esecuzione (UE) 2026/2022 introduce la registrazione delle importazioni
di reti saldate di acciaio originarie della Cina e della Turchia, classificate
con i codici NC 7314 20 90, 7314 31 00 e 7314 39 00. Il prodotto
interessato comprende griglie, reti e recinzioni di filo liscio saldato nei
punti di intersezione, anche zincate o rivestite con altri materiali,
presentate in rotoli o in altre forme.
Il Regolamento di
esecuzione (UE) 2026/2023 riguarda invece le scaffalature in acciaio a
bulloni e a incastro e i relativi componenti originari della Cina, classificati
con i codici NC ex 9403 20 80 ed ex 9403 99 10, corrispondenti ai codici
TARIC 9403 20 80 20 e 9403 99 10 20. La misura comprende i montanti e le
travi aventi le caratteristiche tecniche specificate nel regolamento e le
scaffalature che li contengono, con o senza ripiani, indipendentemente dal
materiale di questi ultimi. L’indicazione “ex” segnala che sono interessati
soltanto i prodotti descritti nel provvedimento, e non tutte le merci
riconducibili ai codici NC riportati.
La
registrazione non comporta di per sé l’applicazione immediata di nuovi dazi
antidumping,
ma consente di individuare le importazioni sulle quali potrebbero essere
riscossi dazi retroattivi, qualora le indagini accertino le condizioni previste
dalla normativa europea. L’eventuale imposizione dei dazi e la loro entità
dipenderanno quindi dagli esiti dei procedimenti.
Entrambi
i regolamenti sono entrati in vigore il 12 settembre 2026, il giorno
successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, e
prevedono che la registrazione delle importazioni cessi dopo nove mesi
dall’entrata in vigore.
Per le
imprese che acquistano questi prodotti dai Paesi interessati è opportuno
verificare con il proprio referente doganale la classificazione delle merci, la
loro origine e la corrispondenza alle descrizioni tecniche dei regolamenti. Il
monitoraggio delle indagini assume rilievo anche nella definizione dei prezzi
di vendita e nella pianificazione degli acquisti, poiché l’eventuale
riscossione retroattiva dei dazi potrebbe incidere sul costo complessivo delle
forniture già importate.
Per
informazioni vi invitiamo a contattare il nostro Ufficio Internazionalizzazione
ai seguenti recapiti: 031 316.248 – internazionalizzazione@confartigianatocomo.it