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IPOTESI DI “NUOVO CONDONO EDILIZIO”

Quasi l’80% del patrimonio immobiliare italiano presenta irregolarità o difformità strutturali di lieve entità. A scattare la fotografia dello stato attuale è uno studio del Consiglio nazionale degli ingegneri.

Le difformità sono varie, come ad esempio un tramezzo con una collocazione diversa, finestre spostate o che non compaiono nelle planimetrie e altri interventi interni.
Queste difformità potevano essere sanate all’epoca di realizzazione dell’intervento ma non sono sanabili oggi a causa della disciplina della “doppia conformità urbanistico-edilizia”, che prevede l’accordo con la normativa vigente in fase di costruzione e quella attuale; il che non consente di conseguire il permesso o la segnalazione in sanatoria per moltissimi interventi.

Per questo motivo il Mit sta preparando un pacchetto di norme per sbloccare queste situazioni penalzzanti, nella forma di “un nuovo condono edilizio”.
Oggi la legge prevede che le variazioni contenute entro il 2% rispetto al titolo edilizio sono perfettamente legittime. Si tratta, però, di una percentuale che per immobili vetusti non è sufficiente a contenere la marginalità di errore.
Quindi, ad esempio, una delle ipotesi previste dal condono è di innalzare questo tetto (almeno fino al 5%) per gli immobili costruiti prima del 1985.

Seguiranno aggiornamenti in luogo all’emanazione della norma.


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