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L’ENNESIMA CHIUSURA PENALIZZA ACCONCIATORI ED ESTETISTE
Elisabetta Maccioni Presidente di Confartigianato Benessere: così facendo aumenta l’abusivismo. Cittadini, non affidate il vostro corpo a chiunque

Il sesto lockdown generalizzato ha di nuovo chiuso i saloni estetici e questa volta anche gli acconciatori, parrucchieri e barbieri.

A questo punto, non possiamo che rassegnarci a questa ennesima chiusura totale per la nostra categoria - sottolinea Elisabetta Maccioni Presidente del settore Benessere di Confartigianato Como - e ancora una volta, dimostrare grande prova di responsabilità da parte degli operatori che si ritrovano a dover abbassare la saracinesca dei propri saloni di estetica e acconciatura, lasciare a casa i collaboratori e rimanere in attesa di ristori, che finora non sono stati sufficienti a coprire le ingenti perdite del settore.

A questo proposito, Confartigianato nazionale fa rilevare che, nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020, per l’effetto combinato di mancati ricavi a causa della chiusura e della concorrenza dell’abusivismo, le imprese di acconciatura e di estetica hanno registrato una perdita economica di 1.078 milioni di euro, pari al 18,1% del fatturato annuo.

Oltre a colpire economicamente le nostre imprese – rimarca Mariangela Rubino Presidente di Confartigianato Estetica -  che peraltro non sappiamo fino a quando potranno sopportare questa condizione restrittiva, si aggiunge il proliferare di numerosi soggetti abusivi che, in quanto tali, non subiscono alcuna restrizione, approfittano delle necessità dei clienti mettendo a repentaglio la loro salute in mano a questi pseudo operatori, privi di qualificazione, competenza e che magari utilizzano prodotti di dubbia provenienza che possono provocare a loro volta seri danni alla salute dei cittadini.

Non c’è dubbio – continua Rubino - che anche in questo periodo di “zona rossa” riteniamo ingiustificata un’ulteriore chiusura che ci danneggia e ci mortifica, ma ribadiamo l’assoluta prioritaria alla tutela della salute e come tale, anche questa volta rispetteremo la normativa, come peraltro abbiamo sempre fatto, applicando e osservando alla lettera i protocolli di protezione per i nostri clienti e collaboratori.

 

Più volte abbiamo evidenziato l’insufficiente chiarezza nelle disposizioni restrittive e la confusione ingenerata dalle diverse misure – conclude Elisabetta Maccioni - che hanno penalizzato oltremodo una categoria che non rientra nelle attività commerciali. Noi non vendiamo merce, i nostri servizi sono personalizzati e fiduciari, non si affida il proprio corpo a chiunque.

Non ci resta che appellarci al buon senso dei clienti e cittadini di non cadere nelle lusinghe degli abusivi che rischiano di tramutarsi in seri danni per la loro salute, oltre ad elevare il rischio di contagio Covid che questi soggetti portano di casa in casa.



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