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IMPIANTI

QUALIFICAZIONE DEGLI IMPIANTISTI E FONTI RINNOVABILI

Il 4 febbraio 2026 è entrato in vigore il Decreto Legislativo 9 gennaio 2026, n. 5, che recepisce la Direttiva europea 2023/2413 (RED III) in materia di energie rinnovabili. Il provvedimento introduce nuove disposizioni sulla qualificazione degli impiantisti, in particolare attraverso gli articoli 37 e 38, suscitando comprensibili interrogativi tra le imprese del settore.

Confartigianato condivide pienamente l’obiettivo europeo e nazionale di rafforzare la qualità e le competenze professionali nel settore degli impianti, soprattutto in relazione alle tecnologie alimentate da fonti rinnovabili.

Tuttavia, il decreto introduce un nuovo sistema di qualificazione che si affianca a quello già esistente, fondato sul D.M. 37/2008, che rimane tuttora il riferimento nazionale per la progettazione, l’installazione e la manutenzione degli impianti tecnologici, comprese le FER.

Questa sovrapposizione rischia di generare:

  • duplicazioni normative e amministrative;
  • aumento dei costi per le imprese;
  • incertezza applicativa per operatori, clienti e organi di controllo.

Criticità che inciderebbero soprattutto su micro e piccole imprese artigiane, cuore del sistema impiantistico italiano e del territorio comasco.

È importante ribadirlo con chiarezza: non c’è alcuna decadenza automatica delle qualificazioni oggi possedute dagli impiantisti.

Si precisa infatti che:

  • la qualifica FER continuerà ad essere conseguita automaticamente da chi è già in possesso dei requisiti tecnico-professionali previsti dall’art. 4 del D.M. 37/08;
  • resta valida la formazione regolata secondo lo standard definito dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome (2014).

Questo passaggio è fondamentale per evitare interpretazioni restrittive o letture allarmistiche che non trovano fondamento nel quadro normativo attuale.

Proprio per prevenire criticità operative, Confartigianato Imprese ha già attivato un’interlocuzione formale con i Ministeri competenti (Ambiente e Sicurezza Energetica, Imprese e Made in Italy), chiedendo:

  • che la qualificazione professionale venga rafforzata all’interno del perimetro del D.M. 37/08, evitando sistemi paralleli;
  • aggiornamenti tecnici mirati alle tecnologie rinnovabili, senza moltiplicare certificazioni e obblighi;
  • l’introduzione di un adeguato periodo transitorio, a tutela delle imprese già operative;
  • l’apertura di un tavolo di confronto interministeriale, con il coinvolgimento delle organizzazioni di rappresentanza del settore.

Un’azione sindacale concreta, svolta con senso di responsabilità e con l’obiettivo di garantire continuità operativa, sostenibilità economica e certezza normativa per le imprese.

Anche a livello territoriale, Confartigianato Imprese Como segue con attenzione l’evoluzione della normativa, in stretto raccordo con la struttura nazionale, per offrire alle imprese associate adeguato supporto.

il quadro è in evoluzione, ma non c’è motivo di fermarsi o preoccuparsi. Confartigianato è già attivamente impegnata affinché il recepimento della Direttiva RED III avvenga nel rispetto delle competenze esistenti, del lavoro svolto dalle imprese e della sostenibilità del sistema artigiano.

Continueremo a informare tempestivamente le imprese su ogni sviluppo, trasformando anche questa fase di cambiamento in un’opportunità di qualificazione reale e non in un aggravio burocratico.


A cura di Colombini Federica
Responsabile Area Categorie